Turismo religioso -Santuario san Gerardo Maiella

Il Santuario di San Gerardo Maiella sorge a Materdomini, frazione del comune di Caposele  (AV), nel luogo in cui, nel Medioevo, la Vergine apparve a dei poveri pastori intenti a pascolare il gregge sulla sommità di una collina ricoperta di sambuchi.

In ricordo dell’evento e su richiesta della Madonna, fu edificata sul posto una Cappellina che divenne ben presto meta di molti pellegrinaggi dedicata proprio alla Madonna, qui invocata sotto il titolo di Mater Domini.

Con l’arrivo in seguito di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nel 1748, fu costruito accanto alla venerata cappella mariana un Collegio di Padri Redentoristi, che divennero così i custodi del luogo mariano.

San Gerardo nacque a Muro Lucano nel 1726 e nella sua breve esistenza i fatti prodigiosi raccontati e legati alla sua persona furono tanti e tali da meritargli in vita la fama di taumaturgo. Amico dei poveri e dei contadini, Gerardo, che negli ultimi anni faceva il questuante, riscosse negli ambienti popolari un’ammirazione straordinaria. 

Morì a 29 anni il 16 ottobre 1755, dopo un breve periodo trascorso a letto durante il quale, si dice, non mancarono i fatti prodigiosi.

 A causa dell’aumento esponenziale del numero dei pellegrini presso la venerata tomba di San Gerardo, l’antica Chiesa è stata affiancata, dal 1974, dalla Chiesa del Redentore fatta a forma di tenda ed alta più di 46 metri. Oltre alle due Chiese, il Santuario si compone di molti altri spazi per l’accoglienza dei pellegrini, di una sala per le confessioni, di un teatro e un Museo di più sale.

Il Museo espone alla venerazione dei fedeli oggetti appartenuti a San Gerardo, la sua umile stanzetta, nonché ex voto donati a devozione nel corso dei secoli al Santuario e dei Presepi permanenti.

“Nella mia recensione a seguito della nostra visita scrivevo:

“Gioia e pace infinita diffonde il Santuario di San Gerardo, protettore delle mamme e dei bambini, che nella sua breve vita, tra le tante Grazie, un giorno donò un fazzoletto ad una donna con una gravidanza a rischio che ne fu miracolata. Si possono acquistare all’attiguo negozio di souvenir i fazzoletti che portati o regalati con fede, ancora oggi dispensano Grazie per il dono della maternità. La domenica alle 12,00 c’è la benedizione delle mamme e dei bimbi. Bella sia la Chiesa nuova che quella antica. Vera perla il Museo che racconta la vita del Santo. Da vedere i Presepi permanenti. Ampio parcheggio”.

Eh si perché abbondanti sono le grazie che il Santo he elargito e continua a donare alle donne che lo invocano con fede per il dono di una gravidanza, o quante, nella stessa incontrano difficoltà.

Emozionante la “Sala dei fiocchi”, un tripudio di cicogne rosa e azzurre donate a devozione dalle mamme.

Al ritorno dal Santuario vi consiglio di fermarvi ad uno dei tanti ristoranti del luogo dove troverete una prevalenza di piatti preparati a base di prodotti tipici irpini.

Locali professionali dove il cliente è accolto con premura e può scegliere ricette sempre originali che rispettano la tradizione e preparate con prodotti a km 0 genuini e di stagione, uniti alla cura nella presentazione dei piatti.

Tra le eccellenze troverete sicuramente pasta fatta in casa, tartufi, carni alla brace, pollo, coniglio, castagne, tutto accompagnato da ottimi vini locali, Aglianico, Taurasi, oltre alle tante varietà di formaggi, salumi e dolci. Da non perdere nelle vicinanze un’escursione alle “Sorgenti di Caposele” delle quali vi racconterò in un futuro articolo.

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