“Due ori e un argento al concorso internazionale Città del Vino. Da Mirabella a Cuneo, l’azienda Ponterotto va alla conquista del buon bere”

E’ questo il titolo dell’articolo diOrticalab” . E’ sempre un piacere condividere riconoscimenti che arrivano alle nostre eccellenze irpine. Augurissimi @ponterottovini

“Antonio, Maria Luisa e Gaetano Di Pietro raccolgono i frutti di un lavoro iniziato poco prima della pandemia nell’azienda di famiglia sul Calore. «Tradizione e autenticità sono gli ingredienti segreti delle nostre 20 mila bottiglie. Continuando a vinificare come ci hanno insegnato i nostri genitori, vinciamo la sfida del mercato enologico». A luglio la cerimonia di premiazione a Grugliasco (To).”

“C’è tanta tradizione nel lavoro che portiamo avanti e non abbiamo minimamente intenzione di cambiare. Solo in questo modo riusciamo a salvare i sapori autentici della nostra terra a dispetto di quelli più commerciali. La nostra è una scommessa e se abbiamo ricevuto tre medaglie così prestigiose vuol dire che la stiamo vincendo»”.

“Gioia, soddisfazione ed un pizzico di commozione: questi i sentimenti che attraversano l’animo dei fratelli AntonioMaria Luisa e Gaetano Di Pietro dopo aver saputo che i tre i vini dell’Azienda Agricola Ponterotto hanno ottenuto importanti riconoscimenti al XX Concorso Enologico Internazionale “Città del Vino” che si è tenuto a Priocca, provincia di Cuneo presso “Mondodelvino”, nei giorni 20, 21 e 22 maggio 2022.

Medaglia d’oro al Greco di Tufo D.O.C.G. “Narciso” – anno 2020, medaglia d’oro all’Aglianico I.G.T. “Helea” – anno 2018, medaglia d’argento alla Falanghina D.O.C. “Perzeché” – anno 2020. Un risultato che riempie d’orgoglio la famiglia Di Pietro per il lavoro che quotidianamente svolge con passione e spirito di sacrificio. Premiato oltre al prelibato nettare anche l’impegno di tre fratelli che dedicano la propria vita in un progetto nato a Calore di Mirabella Eclano e che in tre anni ha saputo espandersi fino ad arrivare nei comuni di Santa Lucia di Santa Paolina e Montemarano. «Siamo partiti con la produzione di 7/8mila bottiglie – dicono orgogliosi – oggi superiamo il tetto delle 20mila unità e puntiamo a fare ancora meglio».

Il premio è stato conferito da settanta giudici internazionali che hanno degustato e classificato i 1.400 campioni di vino in gara, provenienti per larga parte del Bel Paese ma anche da Portogallo, Spagna, Germania, Lussemburgo, Azerbaijan, Moldavia, Brasile e tanti altri. La valutazione dei campioni è stata affidata ad apposite commissioni internazionali a maggioranza di commissari esteri (Croazia, Spagna, Portogallo, Brasile, Korea, Cile, Francia), composte da enologi, enotecnici, assaggiatori esperti, sommelier e giornalisti con provata esperienza del settore enogastronomico. Dopo la degustazione, avvenuta ovviamente senza che i giudici sapessero quale vino avessero di fronte, sono stati assegnati dei punteggi la cui somma ha stabilito il peso della medaglia. Il Greco di Tufo ha ottenuto 85,8 su cento, l’Aglianico 86,4 su cento mentre la Falanghina 82,6 su cento.

«Eravamo fiduciosi sul Greco di Tufo – spiegano i fratelli Di Pietro – siamo rimasti molto contenti per gli ottimi risultati di Aglianico e Falanghina. Ora dobbiamo provare a superare quota 90 punti e puntare alla Gran medaglia d’oro (sorridono, ndr) perché a noi piacciono le scommesse. Il nostro modo di vinificare non cambierà. Cerchiamo di farlo nella maniera più tradizionale possibile. Certo, cambiano i macchinari, ma conserviamo il processo che ci hanno insegnato i nostri cari. Forse è proprio questo il segreto di un risultato prestigioso che siamo felici di portare a casa».

Simbolicamente la medaglia è già arrivata nell’azienda di famiglia di Calore di Mirabella, praticamente i tre fratelli l’andranno a ritirare il prossimo 7 luglio alla cerimonia di premiazione in programma a Grugliasco, provincia di Torino, presso l’Università degli Studi di Torino, Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria (SAMEV). Grazie a questa onoreficenza sulle bottiglie di Greco di Tufo “Narciso” – anno 2020, Aglianico “Helea” – anno 2018 e Falanghina “Perzeché” potranno essere applicati i bollini delle medaglie che certificano l’avvenuta premiazione. Un vino, il Ponterotto, che profuma d’Irpinia, di tradizione, di impegno, di vita”.

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