Saint Lawrence charterhouse in Padula Italy.

Qualche settimana fa abbiamo visitato la Certosa di San Lorenzo a Padula, un Patrimonio dell’Umanità veramente unico ed emozionante che vi consiglio di  inserire nei vostri prossimi programmi di viaggio.

La Certosa di San Lorenzo fu fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico. La Certosa è una delle più grandi d’Europa ed è la prima ad essere stata fondata in Campania. Dal 1998 è stata riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Il territorio, un’antica grancia dedicata a San Lorenzo, era stato già acquistato in precedenza dall’Abbazia di Montevergine. Diverse ragioni spinsero il Conte alla realizzazione di quest’opera.

La scelta dei Certosini fu dettata da motivazioni di tipo religioso e devozionale: l’ordine era caro alla famiglia del Re di Napoli, a cui la famiglia Sanseverino era molto legata. Influì sicuramente anche la necessità di bonificare dalle paludi le proprietà del Vallo di Diano. Nel Medioevo spesso furono proprio le grandi organizzazioni monastiche a portare avanti questo tipo d’imprese.

I regnanti angioini evidentemente dovettero gradire l’omaggio di Tommaso e lo nominarono connestabile del Regno. Dell’impianto medievale restano pochi elementi come lo splendido portone del 1374 e le volte a crociera della Chiesa.

All’indomani del Concilio di Trento fu avviata la ristrutturazione che stravolse l’antica struttura trecentesca. Furono infatti iniziati anche i lavori del Chiostro grande e dello scalone ellittico. In ultimo fu costruito il Refettorio con l’aggiunta di abbellimenti e decorazioni generali di stucchi.

Questi ultimi rientrano negli ambienti di maggior rilievo artistico.

La biblioteca, rifinita con una magnifica pavimentazione di maioliche vietresi, la sala del Capitolo dei conversi, dove è esposto il cinquecentesco trono del Priore.

Il top della Certosa da vedere.

La “Loggia del Priore”.

Le quattro Cappelle che si trovano in successione verso il presbiterio:

  • la cappella di San Giovanni Battista,
  • la cappella dell’Ecce Homo,
  • la cappella del Crocifisso.

Il Coro dei Padri, di fronte all’altare maggiore, in direzione verso la controfacciata, caratterizzato anch’esso da intarsi lignei cinquecenteschi con 36 scene del Nuovo Testamento sullo schienale, altrettante 36 scene di Santi e eremiti sul sedile e 28 scene di Martiri databili al 1503 sull’inginocchiatoio.

Le celle dei certosini con l’annesso orticello e da non perdere il refettorio.

Di grande suggestione il collegamento tramite un vialone rettilineo acciottolato tra il “desertum”, il grande giardino della clausura, e il monumento settecentesco di San Brunone, fondatore dell’ordine dei Certosini in località Vascella: un asse prospettico che, attraverso i portoni dell’ingresso e della clausura ed un braccio del chiostro grande, si concludeva nello scalone ellittico.

Per finire la visita al Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale.

Nel 1807 la Certosa di San Lorenzo fu soppressa ed i Monaci costretti ad abbandonarla. Gran parte del Tesoro d’Arte, ori, argenti ed i testi della ricchissima biblioteca furono portati via e per lo più dispersi. La Certosa al momento è in parte interessata da lavori di ristrutturazione, che speriamo si concludano quanto prima per riportarla ai suoi antichi splendori. Infatti l’avevo già visitata qualche decennio fa ed era tenuta benissimo. Attualmente occorre impegno per ricomporne la bellezza.

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