Festa della “Candelora” a Montevergine.

In questi giorni ricorre la “Candelora”. Un detto molto conosciuto afferma “Candelora, Candelora, dell’inverno semo fora ma se piove o tira vento dell’inverno semo dentro”...

Il 2 febbraio la nostra Irpinia, ogni anno, rivive la tradizione secondo la quale molti fedeli salgono al Santuario di Montevergine, anche se da qualche anno la manifestazione si svolge con restrizioni a causa del Covid 19.

La manifestazione vede come “Madrina”, già da anni, l’attivista Vladimir Luxuria. Infatti tra i fedeli si recano al Santuario anche persone con diverso orientamento sessuale, che rendono omaggio alla “loro” “Madonna nera” o “Mamma Schiavona” rivolgendole preghiere, balli e canti d’amore.

La leggenda legata alla Madonna narra che una coppia di amanti maschi fu scoperta dalla Comunità e per punizione i due ragazzi furono legati ad un albero con l’intento di lasciarli morire di freddo, di fame o sbranati dai lupi. La Vergine liberò miracolosamente i giovani e da allora è invocata anche come protettrice, appunto, delle persone con diversità di orientamento sessuale, una “Mamma” che accoglie i “Figli suoi” senza alcun pregiudizio di genere.

Cenni storici.

Il capolavoro dell’Icona della Madonna di Montevergine è di origine bizantina. Numerose sono le Grazie accordate dalla Madonna nel corso degli anni.

Il Santuario di Montevergine, in Provincia di Avellino, sorge ad oltre mille metri di altitudine nel “cuore” del Parco del Partenio, e fu fondato da San Guglielmo da Vercelli che vi si stabilì in ritiro spirituale. Il Santuario, durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dal 1939 al 1946, ospitò segretamente la Sacra Sindone di Torino.

Oggi vi si conserva una preziosa riproduzione donata dall’Arcivescovo Nosiglia di Torino.

E’ annesso anche il pregiato e famoso Museo Abbaziale, che raccoglie, oltre a reperti archeologici, i gioielli della Madonna, paramenti sacri, ed opere d’arte di grande valore.

Appartiene al Santuario anche il Palazzo abbaziale di Loreto, sitato giù a Mercogliano. Al suo interno una preziosa Farmacia risalente al 1753, pregiati liquori preparati dai Padri con erbe officinali, e la Biblioteca.

Al ritorno da Montevergine consiglio di fermarvi all’ @Osteriadelgalloedellavolpe ad Ospedaletto, uno tra i “Borghi più belli d’Italia”.

L’Osteria, nata anni fa dal sogno di Antonio e Marisa, oggi “guidata” da Davide, coniuga con sapiente Maestria una Filosofia tesa al grande omaggio alla propria Terra, a note di modernità introdotte dalla giovane generazione. In un ambiente elegante e raffinato, il cliente è accolto con premura e può scegliere ricette sempre originali che rispettano la tradizione e preparate con prodotti locali genuini e stagionali, con una cura minuziosa nella presentazione dei piatti.

Tra le eccellenze troverete pasta fatta in casa, parmigiana, zuppa di fave con cipolla ramata di Montoro, stracotto all’Aglianico, tartare, varietà di formaggi, salumi e dolci oltre ad una carta “notevole” dei vini.

E voi conoscete qualche altra leggenda legata alla Candelora? Sarei lieta di condividerla. Vi aspetto nei commenti e buona Festa.

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