Palazzo Baronale dei Filangieri – Lapio.

Nel nuovo articolo vi porto a Lapio. Lapio è posizionato giusto nel cuore del distretto storico dell’Irpinia, ai piedi del Monte Tuoro, ad appena 20 km da Avellino, raggiungibile per la panoramica strada Ofantina in pochi minuti di auto.

Il piccolo Borgo, abbarbicato sopra una roccia,  è un centro di eccellenze. Si producono ben due D.O.C.G., il  Fiano di Avellino e il Taurasi, uno dei pochi Paesi in Italia ad averle entrambe.

E’ anche denominata “Città dell’olio” per il famoso Ravece ed anche “Città del miele”. Uno dei produttori locali, infatti, è stato premiato per “il miglior miele al mondo”.  

Di notevole valenza storica nel cuore di Lapio è “Palazzo Baronale dei Filangieri”, che con la sua torre difensiva quadrangolare medioevale, domina maestoso le strette e anguste vie del “Pianello”.

All’interno del Palazzo numerosi gioielli architettonici: uno splendido pozzo ottagonale, fatto realizzare dalla Baronessa Diana Tommacello. Un imponente portale sormontato dallo stemma scolpito in onore di Giuseppe Filangieri e della moglie Ippolita Carafa, attraverso il quale si accede al Castello.

Si passa quindi nella corte, lastricata con gli originali lastroni di pietra squadrata. Lo stemma in marmo, sebbene d’origine normanna, si adegua all’araldica federiciana, raffigurante uno scudo d’oro.

Vi è posta l’aquila imperiale bicipite, che porta in petto uno scudo bianco con una croce azzurra ed il diadema imperiale sulle teste. 

Ubicato nella parte più interessante del centro storico di Lapio, il Castello-Palazzo dei Filangieri è conservato ancora in ottimo stato con l’imponente Torre (risalente all’Epoca Normanna) a pianta quadrata alta sedici metri con base lievemente scarpata.

Al primo piano nobiliare superiore troviamo il “Salone delle feste”, utilizzato al tempo in occasione delle celebrazioni religiose e grandi eventi, abbellito con affreschi di notevole valore.

Di seguito la mia recensione in occasione della visita:

Una vera perla nel centro storico di Lapio Palazzo dei Filangieri. Impreziosito da un pozzo ottagonale, uno Stemma e ricco di affreschi al piano superiore. Le opere sono state restaurate, anche se in alcune stanze, purtroppo, non è stato possibile il recupero. Complimenti ai ragazzi del progetto “Sistema Irpinia”, attuato dalla ”Provincia” che ci hanno guidati durante la visita (Carmine Litto e Chiara Colella) per la gentilezza e la professionalità.

Infine Chiesette carine impreziosiscono Lapio.  Al loro interno si conservano meravigliosi Pastori settecenteschi napoletani.

Vi consiglio di passare anche per il famoso “Ponte Principe”, sospeso tra le sponde del fiume Calore, un’opera maestosa (leggenda vuole lo abbia costruito il diavolo) che apre su una splendida vallata, con una magnifica veduta paesaggistica.

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