Proposta Turismo religioso Santuario di Montevergine, la leggenda di “Mamma Schiavona” e Osteria del Gallo e della Volpe. Religious tourism Montevergine Sanctuary tavern of rooster and fox

Una splendida proposta di Turismo sacro e religioso, nel contempo eco slow e green che vi consiglio in questo nuovo articolo è il Santuario di Montevergine. Il Santuario in Provincia di Avellino, sorge ad oltre mille metri di altitudine sul monte Partenio e fu fondato da San Guglielmo da Vercelli che vi si stabilì in ritiro spirituale.

Nel corso della seconda guerra mondiale, nel periodo dal 1939 al 1946, il Santuario ospitò segretamente la Sacra Sindone di Torino. Notevoli furono le novità apportate in questo periodo, come la ristrutturazione della foresteria, del Monastero e della Basilica antica. Con l’apertura, in seguito, nel 1956 della funicolare che collegava il centro di Mercogliano al Santuario in soli 7 minuti, si agevolarono i pellegrini che fino ad allora dovevano percorrere una salita tortuosa. Seguì l’inaugurazione della nuova Basilica, progettata dall’Arch. Florestano Di Fausto, nel 1961, sul cui altare maggiore fu collocato il quadro della Madonna. Fu realizzata inoltre la Cripta, che contiene le spoglie di San Guglielmo, la sala degli ex voto ed un pregiato Museo, che raccoglie, oltre a reperti archeologici, i gioielli della Madonna opere d’arte di grande valore ed i Presepi napoletani esposti tutto l’anno.

Sul piazzale esterno si trova la “Cappella del Torrione” così chiamata per la forma simile ad una torre, realizzata dall’architetto Carmine Biancardi con davanti una scalinata che, se fatta in ginocchio, permette di guadagnare delle indulgenze. All’interno è collocato un prezioso busto del Redentore risalente all’Ottocento.

La Cappella al momento è in attesa di ristrutturazione. Oltre al complesso che sorge sul monte Partenio, appartiene al Santuario anche il Palazzo abbaziale di Loreto, ubicato giù a Mercogliano. Al suo interno una preziosa farmacia risalente al 1753, una biblioteca oltre a pregiati liquori preparati dai Padri con erbe officinali.

Il capolavoro dell’Icona della Madonna di Montevergine è di origine bizantina. Narra la leggenda che anticamente l’Icona, mentre veniva trasportata su di un carretto diretto verso Napoli, nel mezzo di una forte tempesta, giunta al bivio per Mercogliano, i somarelli bloccarono il cammino, sordi ad ogni incitamento. Un raggio di sole apparso ad illuminare la montagna sacra, fece cambiare miracolosamente rotta al conducente, che trasportò così la Madonna sopra Montevergine, interpretando l’accadimento come volontà divina. Numerose sono le Grazie accordate dalla Madonna nel corso degli anni. Altro episodio legato alla Vergine narra che una coppia di amanti maschi fu scoperta dalla Comunità e per punizione i due ragazzi furono legati ad un albero con l’intento di lasciarli morire di freddo e fame. La Vergine liberò miracolosamente i giovani e da allora è invocata anche come protettrice delle persone con diversità di orientamento sessuale. Una “Mamma” che accoglie i “Figli suoi” a prescindere da ogni pregiudizio anche di genere. Pertanto ogni anno il 2 febbraio, giorno della Candelora, salgono in pellegrinaggio persone LGBT ad onorare la Madonna. La manifestazione vede come “Madrina” già da anni l’attivista Vladimir Luxuria.

Al ritorno da Montevergine vi consiglio di fermarvi all’Osteria del Gallo e della Volpe che si prepara a breve alla riapertura, dopo le restrizioni a causa della pandemia.

L’Osteria, nata anni fa dal sogno di Antonio e Marisa coniuga, con sapiente Maestria, una Filosofia tesa al grande omaggio alla propria Terra, a note di modernità introdotte dalla giovane generazione. In un ambiente elegante e raffinato, il cliente è accolto con premura e può scegliere ricette sempre originali, che rispettano la tradizione e preparate con prodotti locali genuini e stagionali, con aggiunta di una cura minuziosa nella presentazione dei piatti.

Tra le eccellenze troverete pasta fatta in casa, parmigiana, zuppa di fave con cipolla ramata di Montoro, stracotto all’Aglianico, tartare, varietà di formaggi, salumi e dolci oltre ad una carta “notevole” dei vini.

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