90 secondi – Corto del regista Giuseppe Rossi

Capri Holliwood international festival short film

90 secondi è il titolo del documentario diretto dal giovane regista irpino Giuseppe Rossi, presente al FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA CAPRI HOLLIWOOD.

La manifestazione quest’anno, a causa dell’emergenza COVID 19, si è svolta su piattaforma. Accreditandosi era possibile prenotare un posto per la visione del documentario.  Ci tenevo tantissimo, ed il giorno di Capodanno l’ho visto.

Per me che ho vissuto l’esperienza del terremoto, (all’epoca studiavo l’ultimo anno delle superiori), è stato come rivivere quei terribili momenti, tanto è fedele la ricostruzione fatta dal Regista che, raccogliendo filmati ed immagini, con il supporto di testimonianze di politici dell’epoca come Ortensio Zecchino, Gerardo Bianco ed altri, di sopravvissuti, fotografi e giornalisti come Gianni Festa, è riuscito sapientemente sia a far rivivere le emozioni drammatiche del momento, sia, nel contempo, a toccare il cuore di chi all’epoca non era ancora nato (infatti mio figlio, oggi ventitreenne, nonostante io abbia lui raccontato più volte l’evento, è rimasto molto turbato, dicendomi che non immaginava quanto il terremoto fosse stato cruento). Molto forti infatti sono le immagini dei soccorsi, i cadaveri e le persone estratte dalle macerie, soccorsi arrivati purtroppo in ritardo. Molte persone si sarebbero salvate agendo più tempestivamente.

Testimonianze di chi aveva perso tutto, intervallate dalla dolce voce di Rosanna Repole che a tratti rasserena,  stemperando la drammaticità  con i suoi ricordi, e poi ecco di nuovo chi aveva perso la casa, i familiari, le notti passate in macchina, scuole, tende, roulottes.

Alla drammaticità si contrappone la continuità della vita che va avanti attraverso il racconto di un uomo, allora bambino, salvo per miracolo: il nonno aveva infatti perso la vita sotto le macerie facendogli da scudo con il proprio corpo.

Che dire degli aiuti, i volontari arrivati immediatamente soprattutto dal Nord: si Nord e Sud in un unico abbraccio in quel novembre 1980!…….ed un popolo irpino in una Terra spezzata in due, dignitoso e composto, in fila per durante la distribuzione dei viveri di prima necessità o un pasto caldo.

Giova l’analisi dei punti di forza del post terremoto, che dopo una tanto criticata ricostruzione, ha consentito la realizzazione di numerose infrastrutture.

In conclusione, ho avvertito nelle interviste ad alcuni giovani di Conza e Sant’Angelo, un intenso amore per la propria Terra. Molti infatti son tornati con l’opportunità dello smart working con tante idee innovative, che saranno sicuramente feconde opportunità di rinascita per la nostra amata  e  “Verde Irpinia”.

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